DECT IP e cordless aziendali: come progettare la copertura voce
Guida pratica ai sistemi DECT IP per aziende: base singola, multicella, handover, numero di chiamate simultanee e integrazione con il centralino VoIP.
Il cordless in azienda non è un telefono da scrivania senza filo. Un magazzino, un hotel o un capannone hanno esigenze di copertura, densità e handover che un DECT domestico non copre. Chi installa una base consumer in un edificio di 2.000 m² si ritrova con chiamate che cadono al primo cambio di reparto.
Cos'è il DECT IP
Il DECT (Digital Enhanced Cordless Telecommunications) lavora in Europa nella banda 1880–1900 MHz, riservata e libera da Wi-Fi, Bluetooth e forni a microonde. È questo il suo vantaggio principale: nessuna interferenza con la rete dati.
"IP" indica che la base non è collegata a una linea analogica ma si registra al centralino come endpoint SIP. La catena è:
- Portatile DECT → parla in radio con la base
- Base station → converte DECT in SIP/RTP
- Centralino (FreePBX, 3CX, Yeastar, cloud) → gestisce interni, code, trasferimenti
Ogni portatile ha il suo interno SIP: risulta un utente a tutti gli effetti, con rubrica, BLF di base, trasferimento e inoltro.
Base singola, repeater o multicella
Tre architetture, tre casi d'uso diversi.
Base singola. Copre indicativamente 50 m indoor e 300 m in campo libero, con 4–8 portatili registrati e 2–4 chiamate simultanee a seconda del modello. Va bene per un ufficio su un piano.
Base + repeater. Estende la copertura senza cablaggio aggiuntivo, ma con due limiti seri: il repeater dimezza le chiamate simultanee gestibili su quel ramo e introduce latenza. Ha senso solo per coprire un locale isolato (archivio, cortile) con traffico basso.
Multicella. Più base station cablate in Ethernet, sincronizzate tra loro, che si comportano come un'unica rete radio. È l'unica architettura che supporta handover senza interruzione: un utente che cammina passa da una cella all'altra senza tagli audio. Sistemi multicella di fascia media arrivano a decine di base e centinaia di portatili.
Dimensionare le chiamate simultanee
L'errore più frequente è contare i portatili invece dei canali radio. Ogni base ha un numero fisso di canali voce simultanei (tipicamente 8, meno se si usano codec a banda larga o cifratura).
Regola pratica per un ambiente con traffico medio:
- Uffici amministrativi: 1 canale ogni 4–5 portatili
- Reception e customer care: 1 canale ogni 2 portatili
- Magazzino / logistica: 1 canale ogni 6–8 portatili (uso sporadico)
Se in una zona ci sono 20 operatori che parlano contemporaneamente, servono almeno 3 base in quell'area, non una sola con 20 registrazioni.
Sincronizzazione: il punto critico del multicella
Le base multicella devono restare sincronizzate per permettere l'handover. Due modalità:
- Sincronizzazione over-air: le base si ascoltano via radio. Semplice da installare, ma richiede una sovrapposizione di segnale sufficiente tra celle adiacenti (indicativamente -70 dBm o meglio nel punto di confine).
- Sincronizzazione via LAN (IEEE 1588 / PTP): le base si allineano sulla rete. Più robusta, ma pretende switch che non introducano jitter eccessivo e, idealmente, supporto PTP.
In pratica: se il sito è ampio e le base sono su piani diversi, la sincronizzazione over-air è fragile. Meglio prevedere la LAN, con PoE che alimenta le base evitando prese elettriche in posizioni scomode.
Site survey, anche minimo
Un rilievo serio evita la maggior parte dei problemi post-installazione. Anche senza strumenti professionali si può fare molto:
- Camminare il perimetro con un portatile in chiamata e annotare dove l'audio degrada
- Segnare i materiali attraversati: cemento armato e pannelli metallici attenuano parecchio, il cartongesso quasi nulla
- Verificare la presenza di altri sistemi DECT nel palazzo (il DECT gestisce la coesistenza, ma i canali disponibili si riducono)
- Contare i punti rete disponibili: ogni base multicella richiede un drop Ethernet con PoE
Integrazione con il centralino
Lato SIP, alcune accortezze specifiche:
- Codec: G.711 è la scelta di default in LAN. G.722 (banda larga) migliora sensibilmente la resa vocale ma consuma un canale radio in più su alcune base.
- Registrazione: ogni portatile un account SIP. Su base multicella la registrazione è centralizzata sulla base primaria, che gestisce anche il failover.
- Provisioning: quasi tutti i sistemi supportano configurazione da file XML remoto. Con parchi oltre i 10 portatili è l'unico approccio sostenibile.
- Qualità: il traffico voce tra base e centralino va marcato DSCP EF e prioritizzato in QoS, esattamente come per i telefoni fissi.
Sicurezza
Il DECT moderno cifra il collegamento radio, ma la protezione dipende dal livello supportato dai dispositivi. Le versioni più recenti dello standard (DECT Security Step A/B/C) aggiungono autenticazione reciproca e rinnovo periodico delle chiavi: verificare che base e portatili implementino lo stesso livello, altrimenti si scende al minimo comune.
Sul lato IP valgono le regole di sempre: base e portatili in VLAN voce dedicata, SIP su TLS e media su SRTP dove il centralino li supporta, nessuna esposizione delle interfacce di gestione delle base verso Internet.
Quando il DECT non è la risposta
Se la copertura richiesta è già garantita da un'infrastruttura Wi-Fi ben progettata con roaming 802.11r, un softphone su smartphone aziendale può sostituire il cordless a costo zero di hardware radio. Il DECT resta però superiore in tre scenari: ambienti industriali con Wi-Fi congestionato, autonomia richiesta oltre la giornata lavorativa, necessità di dispositivi robusti con tasto di emergenza.
La scelta si fa sul sito, non sul catalogo.
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